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Martedì 3 novembre 2009

ROMA: LA METRO DI PARMA SALTA ANCORA
IL COMUNE CHE FA?

Le mani sulla citta - F. Rosi 1963Alla luce dell'articolo apparso oggi su parma.repubblica.it, dal quale apprendiamo che la questione "metro parma" non è, al momento, all'ordine del giorno della riunione del Cipe in programma venerdì prossimo e tantomeno dell'incontro preparatorio fissato il giorno prima, vogliamo compiere alcune valutazioni.
Non tanto da un punto di vista tecnico, che speriamo di aver esplicitato chiaramente in quasi due anni di mobilitazione e in un video-documentario presentato alla presenza del prof. Marco Ponti,quanto da un punto di vista politico.
Cercando di ricostruire sinteticamente il percorso della Metropolitana di Parma, notiamo che quest'opera è stata data per "strategicamente" indispensabile per quasi dieci anni, dall'amministrazione Ubaldi prima e da quella Vignali poi.
Davanti alle istanze di un gruppo di cittadini che chiedevano una consultazione popolare in merito (un referendum), viste le perplessità sul progetto (video), l'ex sindaco Ubaldi tuonò [leggi] che durante la campagna elettorale la metro era stata oggetto di ampio e ricco dibattito (ah sì?) e che pertanto le elezioni che videro trionfare Vignali avevano già espresso il volere dei cittadini di Parma.
Ora, a circa due anni dalla sua elezione, il sindaco tentenna. Non vuole più fare la metropolitana, chiama in causa la crisi economica globale e il costo del materiale rotabile (circa 37 milioni di euro), un costo che secondo noi di StopMetro è da sempre a carico del Comune di Parma. Ci poniamo un'altra domanda. Cosa c'entra la crisi economica con la costruzione di un'opera che doveva essere finanziata dallo Stato? Il finanziamento in arrivo da Roma costituisce da sempre uno dei pezzi forti delle argomentazioni dei pro-metro ed è già stanziato da anni. È forse oggi in discussione? O forse ci si accorge solo oggi che copre solo la metà dei costi previsti?
In sintesi, oggi il comune di Parma dopo aver già speso in progetti, incarichi d'eccezione (vedi Ercole Incalza) studi e controstudi alcuni milioni d euro, sta per compiere un'improvvisa marcia indientro? E il patto con gli elettori? E i contratti già firmati?
Quali nuovi intrecci si celano dietro questo comportamento apparentemente contradditori? Quali interessi muovono le carte sui tavoli del DUC?
Sono tutte domande che ancora non hanno risposta, l'amministrazione resta in silenzio e i cittadini di Parma esprimono improvvisamente la loro contrarietà all'opera attraverso un sondaggio su un sito internet locale.
Noi, dal canto nostro, non possiamo che esprimere soddisfazione nel vedere vacillare un castello che da sempre definiamo di carta. Speriamo di cuore, visto il lavoro che abbiamo fatto e soprattutto viste le relazioni degli esperti, che la metro a Parma non si farà. Almeno non questa metro. Temiamo però che dietro questo gioco di specchi si nascondano altre verità, verità ancora celate, verità che parlano di grosse cifre e grossi interessi in gioco.
A noi il compito di tenere alta la guardia, di soffiare sul collo degli amministratori, di far sentire la nostra voce, di mobilitarci, se necessario, per contrastare la lobby dei costruttori e degli speculatori che ormai da tempo ha messo le mani su questa cittÁ.


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Contatti: metroparma@anche.no
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