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MetroParma:un affare per pochi debiti per tutti

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Ultime notizie - Venerdì 5 giugno 2009

FERMARLI E' POSSIBILE
FERMARLI TOCCA A NOI!

Riflessioni a margine dopo due anni di StopMetro

Durante l'assemblea dello scorso 26 maggio eravamo tutti d'accordo: esiste una lobby di costruttori che continua a drenare risorse pubbliche in quantità, spesso per realizzare opere dall'utilità discutibile e dai costi elevatissimi, ricavando guadagni enormi dalla rendita immobiliare.
Il vortice di denaro investito negli ultimi 15 anni in opere pubbliche ha attirato nella nostra città persino i clan camorristici campani e le loro imprese edili (vedi ad esempio i lavori fermati al Campus Universitario).
La metropolitana di Parma rappresenta quindi solo la punta di un iceberg che ha le proprie radici nel cuore del potere politico ed economico della città, com'è possibile constatare anche dal recente POC (Piano Operativo Comunale), che prevede la costruzione di 15-20000 nuovi alloggi in città. Persino l'ex sindaco Ubaldi, forse per motivi elettorali (ricordiamo che è stato il coniatore dello slogan ParmaCittàCantiere), si è espresso negativamente su quest'operazione, parlando apertamente di interessi privati e di rischio di collasso finanziario per l'amministrazione comunale.
Collasso finanziario che appare inevitabile qualora si decidesse di realizzare la metropolitana.

MA LA METRO SI FARA'?
Ciò che fino a pochi mesi pareva scontato oggi non lo è più. Cos'è successo? Le difficoltà economiche dovute alla crisi certo non aiutino i sostenitori dell'opera, ma è innegabile che il lavoro svolto da StopMetro sia stato un fattore decisivo.
L'attento lavoro d'inchiesta e controinformazione, il costante ricorso ad ogni forma di lotta possibile, il meticoloso controllo del piano finanziario, il prezioso contributo dell'avvocato Allegri hanno contribuito a mettere in discussione le granitiche certezze dell'amministrazione comunale.
Ma cos'è StopMetro? Non è un partito, non vuole il potere, non è rappresentante di un interesse particolare. StopMetro siete voi, siamo noi, sono tutti i singoli e le organizzazioni che hanno contribuito con una firma, un volantinaggio, una piccola donazione, un momento di attenzione; a suo modo, è un gruppo di pressione, una sorta di controlobby popolare, un monito per coloro che si assumeranno eventualmente la responsabilità di far partire i lavori.
Che cosa sarebbe successo se StopMetro non esistesse è impossibile saperlo, ma è probabile che i lavori sarebbero partiti nel silenzio generale.



COSA FARE ORA?
La trasversalità, l'eterogeneità di StopMetro hanno fatto si che fossero battute tante strade diverse, hanno fatto si che metodi e prassi differenti si contaminassero e si sostenessero a vicenda, hanno permesso a persone con storie politiche anche molto diverse di conoscersi e collaborare, hanno avvicinato tante persone alle nostre proposte.
La prospettiva è sicuramente ora la cosa più difficile da immaginare e costruire, ma ancora una volta toccherà solamente a noi e a nessun altro. Siamo noi a dover decidere come proseguire una battaglia che sembrava impossibile da vincere e che ora ci vede quantomeno dentro la partita. Saremo noi a determinare il livello di opposizione che riusciremo a opporre alle lobbies immobiliari.
Abbiamo condiviso un percorso, abbiamo condiviso un'analisi, tutti noi esigiamo che il denaro pubblico sia utilizzato per l'interesse collettivo e non per l'interesse particolare di pochi, pretendiamo dall'amministrazione comunale, di qualsiasi colore essa sia, che gli abitanti siano coinvolti e interpellati quando si tratta di prendere decisioni così importanti per il futuro di una collettività, vogliamo una città pensata e creata per le persone e non funzionale solo ai grandi investitori.
Per ottenere questi risultati è necessario e decisivo il contributo di ognuno di noi.

FERMARLI E' POSSIBILE, FERMARLI TOCCA A NOI!

di Insurgent City - insurgentcity@autistici.org

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