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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 05/03/2008

A Parma la metropolitana rischia di trovarsi in concorrenza con la bicicletta

I consiglieri comunali e StopMetro sollevano dubbi sui costi dell'opera, la sua utilità, i tanti cantieri e la gestione futura

Sono quattro anni che una fetta del quartiere San Leonardo è chiuso dall'interconnessione Tav, un'inezia rispetto a scavi che bucheranno il centro di Parma e gallerie che ne scaveranno le viscere. E' preoccupato il consigliere Giuseppe Massari delle conseguenze sulla salute e sui nervi dei cittadini all'apertura di tanti cantieri: quello della metropolitana potrebbe coincidere con quello della Stazione e della Stu Pasubio. E' rassicurante, invece, il vicesindaco di Parma Paolo Buzzi: « Per il tratto in sottosuolo non ci saranno problemi, l'impatto sarà limitato ad un fazzoletto di superfi cie in corrispondenza delle stazioni ». Un fazzoletto che dovrà incastrarsi tra Garibaldi e il Municipio, piazzale della Pace o l'Oltretorrente e altri dieci "fazzoletti" in altrettante zone della città. Ma un tributo necessario per una grande opera che si inserisce in un sistema complessivo dei trasporti in grado di collegare il capoluogo ai paesi limitrofi , così l'ha spiegata il vicesindaco di fronte ad una platea scettica se non ostile. Ad ascoltare lui e il presidente di Metro Parma, Renzo Rossolini, convocato in 8° commissione da Carla Mantelli, oltre ad un nutrito drappello di consiglieri comunali anche numerosi esponenti di Stop Metro, il comitato che contesta il progetto, denuncia la voragine in cui potrà trasformarsi la gestione e critica la scelta di non aver sottoposto l'opera al giudizio dei cittadini. E' la prima volta che il presidente della società racconta dell'opera, dell'iter e dei ricorsi - l'ultimo, che lui ritiene infondato, e gli altri che si aspetta arriveranno una volta effettuata la scelta - ed è la prima volta che lo racconta agli oppositori del progetto. Rimane legato ai dettagli tecnici Rossolini e si ferma di fronte alla commissione («di altissima qualità e scelta con sorteggio a garanzia di trasparenza», aggiunge) che deve essere lasciata lavorare. Sul progetto non si può dire nulla: quello che è stato finanziato dallo Stato e messo a gara subirà modifiche sostanziali (lo ha chiesto lo stesso Cipe) ma è il concetto stesso di metropolitana che ieri è stato messo in discussione: i suoi costi, destinati a lievitare se confrontati con la metropolitana di Brescia; la sua inutilità guardando i dati stessi di MetroParma; la gestione che apre i dubbi più forti. E' una battuta dello stesso presidente che denuncia i limiti dell'opera: « A Parma la metropolitana rischia di trovarsi in concorrenza con la bicicletta, il consiglio comunale infatti ci aveva chiesto di velocizzare il percorso per renderla appetibile ». Ma bisogna guardare avanti è il richiamo del vicesindaco che ipotizza un aumento esponenziale del traffi co veicolare nei prossimi anni. Le auto nei parcheggi scambiatori e il trasporto pubblico organizzato in modo che alimenti la metropolitana (che tuttavia serve solo la direttrice nord-sud). E' così che i parmigiani si convinceranno a scendere nell'underground. Riducendo il trasporto su gomma. Due milioni di chilometri in meno secondo le previsioni, che signifi cano 40 autobus e 90 autisti in meno. Ma questo è un altro capitolo. L'obiettivo è quello di trasportare otto milioni e mezzo di passeggeri all'anno in metropolitana, le prime stime parlavano di 24 (chi ci capisce è bravo). A pagare la gestione, di cui hanno chiesto lumi i consiglieri Pizzigoni, Cutaia, Massari e Ablondi, i proventi dei parcheggi e delle righe blu, "più qualche multa" si è sentito tra il pubblico. Per il resto il contributo statale come avviene oggi. Ma la chiarezza dell'esposizione sia del presidente che del tecnico Paolo Gabbi non hanno convinto i consiglieri e StopMetro. Tuttavia, come ha affermato il consigliere Ablondi, « chi governa, decide ». E l'amministrazione ha deciso.


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