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Articolo tratto da Polis Quotidiano del 25 gennaio 2008

Metropolitana: la Vianini esclusa dalla gara

Un documento di un fornitore redatto in lingua inglese è il motivo fornito dalla commissione per eliminare l'impresa del gruppo Caltagirone dalla rosa delle quattro concorrenti in lizza
L'azienda ha annunciato che presenterà ricorso.

Al tempo dell'era fascista l'inglese era bandito: il bar si doveva chiamare "mescita", il prezioso cashmere un improbabile "lana casimiro" e, capolavoro assoluto, il club del tennis era diventato la "consociazione della pallacorda". Per fede patriottica ogni parola doveva essere tradotta nell'italico idioma. Non farlo era reato grave. E usare l'inglese ha causato gravi conseguenze anche ad una delle quattro imprese in gara per costruire la metropolitana di Parma.

Nell'era della comunicazione globale in cui l'inglese è la base degli sms che si scambiano i ragazzini a scuola un documento di un fornitore redatto nella lingua di Sua Maestà è stato la causa dell'esclusione della Vianini, impresa del gruppo romano Caltagirone, dalla rosa delle concorrenti per la realizzazione dell'infrastruttura parmigiana. Non uno dei certifi cati più complessi che richiede la provata esecuzione di lavori qualificati, bilanci robusti pesati con bilancini finanziari, la dimostrazione di un apparato tecnico in grado di far fronte all'infrastruttura, quanto una dichiarazione del fornitore della fresa necessaria a scavare la galleria, meglio conosciuta come "talpa". Quel precontratto presentato dalla Vianini era redatto esclusivamente in inglese. Inammissibile, il documento. Esclusa dalla gara, la Vianini.

Questa la motivazione fornita dal presidente della commissione giudicatrice, Alberto de Roberto, alla società esclusa. Milioni di euro di un progetto, pacchi e pacchi di scartoffi e buttati in fumo per una mancata traduzione tecnica dal valore di poche decine di euro. Per di più nella lingua riconosciuta ormai come l'idioma del pianeta. Ma a Parma vincono le tradizioni e l'unica lingua ammessa per la procedura relativa alla metropolitana - come stabilito nella lettera di invito mandata alle undici società inizialmente interessate - era l'italiano. Per orientarsi nelle pratiche, la motivazione uffi ciale della scelta, essendo la procedura aperta ai concorrenti dei 25 Stati dell'Unione. Indispensabile indicare la lingua o le lingue, diverse da quella italiana, in cui possono essere redatte le offerte - così recita la legge. E così, a suo tempo, Metro Parma - società creata ad hoc per gestire l'appalto più ingente del secolo - ha scelto di affi darsi alla sola lingua italiana.

E la Vianini sarebbe incappata in questa limitazione. La commissione ha ricompreso il precontratto con il fornitore della fresa tra i documenti indispensabili per partecipare alla gara, pena l'esclusione. Probabile un ricorso contro menti indispensabili per partecipare alla gara, pena l'esclusione. Probabile un ricorso contro tale decisione da parte dell'impresa romana, uno dei colossi delle infrastrutture con cantieri aperti a Roma, per la linea C della metropolitana, a Napoli per il completamento della metro partenopea, a Torino per realizzare il passante ferroviario. Parlando di opere su ferro. "Sono soddisfatto perchè a questa gara partecipano in molti", aveva dichiarato il sindaco Vignali di fronte alle quattro offerte arrivate per la metropolitana di Parma. Ora sono rimasti in tre, con il rischio che parta un ricorso prima ancora dell'apertura delle buste.

Tre i progetti e le relative offerte ora al vaglio dei commissari nominati dalla società al costo di 230 mila euro solo di parcella, esclusi i rimborsi: il compito spetterà all'ingegner Giorgio Boldreghini dello studio di progettazione Tecnopolis di Bologna, già consulente del Comune delle Due Torri per l'appalto del metrò; all'ingegnere Franco Montebruno, dal 1990 direttore della Metropolitana di Genova realizzata da Impregilo con tecnologia Ansaldo; al geologo Attilio Eusebio, presidente dell'Associazione Gruppi speleologici piemontesi; all'architetto napoletano Patrizio Marino. Oltre che al dott. De Roberto, già presidente del Consiglio di Stato, il supremo organo della giustizia amministrativa.

In gara per la metropolitana di Parma rimangono invece l'impresa parmigiana Pizzarotti alleata, in un sodalizio ormai inossidabile, con la cooperativa reggiana Coopsette e con il Consorzio cooperative costruzioni di Bologna; la potente Impregilo di Milano unita alla Cmb di Carpi e la società spagnola Sacyr, a capo del consorzio Sis con sede a Torino, di cui fanno parte la Sipal e la Inc Spa. Ma se il buongiorno si vede dal mattino... ne vedremo delle belle!


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Contatti: metroparma@anche.no
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